La ricerca di una guida spirituale
Per molte persone, la ricerca di una guida spirituale rappresenta un passo naturale e spesso necessario nel proprio percorso. Il desiderio di orientamento, di risposte e di sostegno può aiutarci a comprendere meglio noi stessi e ad acquisire nuove prospettive.
Ma è proprio qui che si nasconde un’altra insidia, spesso sottovalutata. La ricerca di una guida può portare alla dipendenza. Questa dipendenza non si manifesta solo nel legame con una singola persona. Può riferirsi anche a gruppi, insegnamenti, metodi o determinate pratiche che vengono percepiti come indispensabili. Ciò che in origine era inteso come sostegno diventa qualcosa senza cui non ci si sente più completi.
Quando si mettono gli insegnanti su un piedistallo
È allettante mettere gli insegnanti su un piedistallo. Appaiono lucidi, sicuri e competenti, mentre noi siamo ancora alla ricerca, dubitiamo e ci sentiamo insicuri. In quel momento si tende facilmente a delegare le proprie responsabilità. Le decisioni non vengono più prese sulla base della propria lucidità interiore, ma confidando nel fatto che qualcun altro sappia cosa è meglio.
Improvvisamente sono l’universo, il karma o il destino a determinare la vita – e non più la propria coscienza. Ma è proprio questo passo che ci allontana da noi stessi.
Seguire ciecamente un maestro superiore ostacola lo sviluppo personale. Ci priva della possibilità di fare le nostre esperienze, di acquisire le nostre conoscenze e di crescere nella nostra forza interiore. Al contrario, si crea una forma di dipendenza che spesso è associata a insicurezza e paura.
I veri maestri
I veri maestri non si trovano al di fuori di noi. I veri maestri sono le nostre stesse esperienze.
In molti insegnamenti spirituali si sottolinea ripetutamente che, in definitiva, la luce si trova solo dentro di noi. I veri maestri seguono questo principio. Non accompagnano le persone per legarle a sé, ma per aiutarle a riconoscere la propria essenza.
Aiutano i loro allievi a percepire la voce della propria anima e ad avere fiducia in essa.
Non contro i maestri, ma contro la dipendenza
Non si tratta di essere contrari ai maestri spirituali o alle comunità spirituali.
Le persone possono crescere insieme. Possono imparare le une dalle altre, sostenersi a vicenda, ispirarsi e agire insieme. Una comunità spirituale sana può essere molto preziosa.
Ma la differenza sta nell’atteggiamento.
Una persona consapevole non collabora con gli altri per cieca dipendenza, ma per senso di responsabilità, chiarezza e libertà interiore. Si impegna con le proprie capacità, si assume le proprie responsabilità e rimane in contatto con se stessa.
Il vero accompagnamento spirituale non crea subordinazione. Rafforza le persone nel pensare e sentire in modo autonomo e nel seguire la propria strada. Non come seguaci, ma come persone consapevoli alla pari.
Autenticità anziché dipendenza
Lo stato più elevato di ogni percorso spirituale è l’autenticità. Una persona non diventa spirituale grazie alle proprie conoscenze. Né per ciò che possiede o rappresenta. Una persona spirituale riconosce se stessa.
Sviluppa valori interiori e vive secondo essi, indipendentemente dalle circostanze esterne. Il suo orientamento proviene dal suo interno e non da un cieco adeguamento.
I maestri forti promuovono proprio questo sviluppo. Non creano dipendenza. Accompagnano le persone nel diventare personalità stabili, chiare e autonome.
Non all’ombra di qualcun altro, ma nella propria forza.
Forse la vera spiritualità non consiste nel seguire qualcuno, ma nel ritrovare se stessi.
Gianna
